Scuola Protetta

Archivio del 2008

Scuola protetta - contro la ‘pasticca facile’

Venerdì 11 Aprile 2008

Associazioni genitoriali e sindacati della scuola insieme sul web contro lamedicalizzazione del disagio dei bambini

Giù le Mani dai Bambini – comitato indipendente per la farmacovigilanza in etàpediatrica – ha recentemente lanciato in una conferenza stampa a Bologna il progetto nazionale “Scuola Protetta” (finanziato dalla F.A.I., la Federazione Autotrasportatori Italiani) in collaborazione con associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. A Bologna – ma anche in altri città, com’è emerso – sedicenti esperti non iscritti ad alcun albo professionale organizzavano interventi nelle scuole per illustrare a genitorie insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci a bambini con problemi comportamentali e – pur non essendo medici – minimizzando gli effetti collaterali di questi prodotti (definiti a più riprese “sicuri”), dirottavano le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile” (circostanze sulle quali la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta). Giù le Mani dai Bambini ha risposto a questa preoccupante situazione lanciando il progetto “Scuola Protetta”. “Obiettivo – dichiara il portavoce Luca Poma – evitare ingerenze nella scuola di ‘sedicenti esperti’ in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale ‘diversità comportamentale’ degli alunni solo come un problema, ma anche come una risorsa.La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi – innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci,innescando un rapporto virtuoso scuola/famiglia”.Sul dominio www.scuolaprotetta.it è stato realizzato un sito internet accessibile da insegnanti, presidi, personale non docente e genitori, gratuitamente e senza obblighi di registrazione.  Gli utenti potranno segnalare in caso di dubbi – compilando sul sito un semplice modulo online – le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata per valutareserietà e tipologia delle proposte. I cittadini interessati potranno scaricare gratuitamente on-line il “Kit Scuola Protetta”, consistente in documenti informativi in linguaggio divulgativo, da distribuirsi al corpo docente e dirigente della scuola, e genitori ed insegnanti potranno partecipare ad un corso di una formazione a distanza su queste tematiche (dal nome “e-Campus Scuola Protetta”). In caso di rispondenza della scuola nel suo insieme alle linee guida di “Scuola Protetta” la scuola stessa riceverà una “certificazione”, con un simbolico adesivo da appendere all’ingresso recante la scritta “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni, questa scuola è protetta… “. Infine, le scuole interessate potranno accedere ad un apposita area per esaminare “buone prassi” adottate altrove, in una sorta di “gemellaggio virtuoso” tra scuole sensibili a queste tematiche. Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici, intervenendo a Bologna anche in rappresentanza della CGIL e dell’AGE, ha aderito con convinzione al progetto: “Si diffonde la cultura della medicalizzazione del disagio: i genitori devono ritrovare il loro ruolo di educatori responsabili e le scuole evitare l’affollamento di figure poco chiare che giocano sull’ansia e la solitudine dei genitori”. Lucia Morgillo, del Direttivo Agesc, ha dichiarato: “Il bambino non è solo uno studente, è una persona che cresce, e porta in classe tutte le difficoltà della sua vita. ‘Scuola Protetta’ è un progetto che cerca di dare una risposta efficace a questi disagi”. La CISL Scuola ha aderito al progetto attraverso il segretario nazionale Francesco Scrima. Alla presentazione di Scuola Protetta è intervenuto per la CISL Scuola Egidio Pasquali: “La scuola è un luogo di grandi complessità, che ha molte responsabilità ma troppo spesso non ha strumenti per affrontarle. Con questo progetto diamo il nostro contributo per evitare che il disagio dilaghi”. Sostegno all’iniziativa è arrivato anche da GiovanniBanchi, presidente della “Scuola di Barbiana” e dallo psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, dell’ASL di Bologna: “Mettiamo i minori al centro del discorso, hanno tutti i diritti di venire informati fin dalla scuola, questa è la ‘bioetica’ di cui dobbiamo parlare”. Secondo il neuropsichiatra infantile Enrico Nonnis, di Psichiatria Democratica “Non c’è necessità di psichiatrizzare il disagio e ‘Scuola Protetta’ non vuole demonizzare il farmaco, ma insistere sull’aspetto ‘culturale’ del problema, perché non ci si può sempre fermare agli aspetti sanitari. Il disagio è ‘altra cosa’ rispetto alla responsabilità pedagogica? No, e ‘Scuola Protetta’ dà una risposta in questa direzione”.

Di: M. Roncalli Tratto da: Scuola Materna, n° 16 – editrice La Scuola

COMUNICATO STAMPA DEL 10/04/08 - LECCE, PSICOFARMACI ALL’ASILO, LE ASSOCIAZIONI DEI GENITORI PRENDONO POSIZIONE

Giovedì 10 Aprile 2008

Le più rappresentative associazioni di genitori Italiane prendono posizione sul caso Nardò (Lecce) degli psicofarmaci somministrati ai bambini per tranquillizzarli. CGD (Angela Nava): “siamo alla disperazione degli educatori, che adottano strategie criminali”. AGE (Davide Guarneri): “la chimica non può essere la soluzione di tutti i disagi”. Dure prese di posizione dal mondo della scienza. Costa (La Sapienza): “a Lecce va in scena l’ignoranza e l’arroganza di certi insegnanti”. Francesco Scrima (CISL Scuola): “intervenga immediatamente il Ministero con una verifica a tappeto”. Nonnis (Psichiatria Democratica) lancia l’allarme: “è sconcertante, ma succede anche in famiglia, non solo a scuola”. Pagliaro (Assessore alla Sanità Comune di Lecce): “a mio avviso, non è un problema locale, ma un gravissimo malcostume diffuso, il 23 aprile ne parleremo in Comune”. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini): “non a caso un mese fa abbiamo lanciato un corso gratuito di formazione a distanza per gli insegnanti su queste tematiche, Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema più diffuso”.

A un mese dal lancio del progetto “Scuola Protetta” contro la medicalizzazione del disagio scolastico (www.scuolaprotetta.it) scoppia il caso dei bambini della scuola materna di Nardò (Lecce), nelle urine dei quali sono stati rinvenute tracce di psicofarmaci ipnotico-sedativi, e si accende la polemica: la parola passa alle più rappresentative associazioni genitoriali italiane. Il Coordinamento Genitori Democratici (CGD) per bocca della Presidente nazionale Angela Nava dice: “attendo l’esito delle indagini, quello che è certo è che siamo esterrefatti dalla disperazione di certi educatori, che ricorrono a strategie criminali. Se il prezzo della tranquillità dev’essere questo, allora preferiamo una società di bambini ed adolescenti apparentemente ingovernabili”. Gli fa eco Davide Guarneri, Presidente nazionale di AGE: “sono incredulo, facciamo lavorare la magistratura. Se questi psicofarmaci sono stati somministrati nella scuola, è gravissimo. La chimica non può essere la soluzione di questo genere di problemi”. Interviene anche il sindacato CISL Scuola, che per bocca del Segretario Nazionale Francesco Scrima dichiara: siamo alla follia, ma altro che casi sporadici, qui siamo dinnanzi ad un problema serissimo e dobbiamo allarmarci, ma soprattutto dove sono le istituzioni che devono vigilare? Il Ministero Pubblica Istruzione deve intervenire immediatamente con verifiche su tutto il territorio nazionale per rassicurarci che questo genere di abusi non accada altrove”. Anche il mondo della scienza prende posizione, la denuncia forte di Enrico Nonnis (Psichiatria Democratica): “purtroppo questo problema esiste, ma sappiate che non è un problema solo delle scuole, ma anche nelle famiglie. Nessuno nega ci siano difficoltà con i bambini, ma si devono gestire con un’attenzione educativa qualificata e coinvolgente, non con psicofarmaci”. Emilia Costa (decana della psichiatria e Professore Emerito di Psichiatria alla Sapienza) dichiara: “la formazione degli insegnanti va ripensata sotto il profilo dell’approccio pedagogico e relazionale. Un insegnante non può improvvisarsi medico, a Nardò, vicino a Lecce è andato in scena in misto di ignoranza ed arroganza degli operatori scolastici, con un assoluta inconsapevolezza dei gravi rischi per la salute di quei bambini”. Interviene l’Assessore alla Sanità del Comune di Lecce, Alfredo Pagliaro: “è accaduto un fatto sconcertante, ma la cosa grave è che non è problema solo locale. Ho deciso di organizzare un momento pubblico di confronto qui a Lecce su queste questioni, la mattina del 23 aprile nella Sala Consiliare del Comune. Luca Poma, Portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini (www.giulemanidaibambini.org), la più visibile campagna di farmacovigilanza pediatrica in Italia, conclude: “abbiamo lanciato un mese fa il sito www.scuolaprotetta.it, proprio per garantire agli insegnanti la possibilità di fare un corso gratuito di formazione a distanza su queste precise tematiche, qualcuno ha detto che il rischio era di creare allarmismo, invece mi pare che ora più che mai sia necessario promuovere iniziative del genere, Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema ben più diffuso”

Per media relation portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305

Psicofarmaci per bambini troppo distratti e irrequieti a scuola

Mercoledì 19 Marzo 2008

Sedicenti esperti li consigliavano con troppa disinvoltura in alcune scuole di Bologna, ma anche in altre città italiane, per bambini con problemi di comportamento. Contro il tentativo di “medicalizzare” il disagio dei minori promuovendo l’uso di psicofarmaci per “tener buoni” i bambini, Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia, ha promosso il progetto nazionale “Scuola Protetta”, presentato a Bologna nel corso di una conferenza stampa. Frutto della collaborazione con le più rappresentative associazioni italiane di genitori, CGD- Coordinamento Genitori Democratici, AGE ed Agesc, con i sindacati CISL scuola e Cgil, e il Movimento Studenti Cattolici, il progetto consiste in un innovativo supporto tecnico ed informatico per le scuole e i genitori. Dal sito Internet www.scuolaprotetta.it da oggi on line, si possono scaricare liberamente i contenuti del “Kit Scuola Protetta”, ovvero le dispense del percorso formativo proposto a genitori e insegnanti. Sono previsti, inoltre, corsi di formazione gratuiti nelle scuole, corsi di formazione a distanza, sempre gratuiti, e linea telefonica dedicata, con esperti del comitato scientifico di Giù le mani dai bambini che danno risposta ai dubbi di genitori e insegnanti. “L’iniziativa di “Giù le Mani dai Bambini” nasce per sensibilizzare e informare genitori, insegnanti e studenti – ha dichiarato il portavoce Luca Poma -. Obiettivo del progetto “Scuola Protetta” è infatti quello di evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione di un eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’. Inoltre – ha proseguito Poma – s’intende sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, ma anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito delle buone prassi, innanzitutto pedagogiche, che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini permetterà inoltre di mettere in rete gli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. E “Scuola protetta” suggerisce la carta del bimbo iperattivo. Si tratta di alcune semplici regole pratiche per la gestione in classe ed a casa di bimbi irrequieti e disattenti.

Fonte: Agenzia fidest - CODE03/12072 (10/3)

Contro l’abuso del Ritalin nasce “Scuola protetta”

Mercoledì 19 Marzo 2008

Le istituzioni scolastiche non danno il via libera. Prosegue l’indagine di Persico.

Dopo aver sollevato il caso “Ritalin”, lo psicofarmaco “calma” bambini abusato soprattutto in America e che verrebbe caldeggiato da alcune associazioni di genitori anche sotto le Due Torri, l’associazione “Giù le mani dai bambini presenta un progetto per informare famiglie e insegnanti non solo sulle tematiche relativa alla somministrazione di psicofarmaci a minori affetti da Adhd ( il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività), ma anche per «stimolare la scuola- come sottolinea il portavoce dell’associazione Luca Poma- a recuperare un rapporto virtuoso con le famiglie».Battezzato “Scuola protetta”, il progetto non incassa però il placet delle istituzioni scolastiche regionali, tanto è vero che alla presentazione di ieri mattina non solo non era presente alcuno insegnante, ma tanto meno il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Luigi Catalano. Catalano interrogato sul perché della sua assenza ha fatto sapere «che quella della somministrazione di psicofarmaci non è una materia della scuola, quanto piuttosto del ministero della salute».L’Ufficio scolastico regionale, inoltre, è stato chiamato più volte in causa nel corso della presentazione perché reo di avere patrocinato incontri con l’associazione “Agap – Amici di Paolo”, l’associazione che “Giù le mani dai bambini” aveva accusato di consigliare l’uso di psicofarmaci per curare bambini con questa sindrome, trincerandosi « dietro ad una psicologa che si spacciava come psicologa» e proponendo migrazioni verso centri medici meno rigidi nella prescrizione.E se dall’associazione non sanno dire quali istituti scolastici avrebbero ospitato questi incontri promossi da Agap, Catalano si rifà « al principio dell’autonomia scolastica, secondo cui le scuole dovrebbero organizzare incontri». «Ho comunque mandato una circolare a tutti i dirigenti scolastici – assicura – affinché vigilino con responsabilità sulle iniziative ospitate».Nel frattempo, sul caso sta indagando la procura di Bologna (ma si tratta solo di un’indagine conosciuta) che da Poma, ascoltato dai Nas, avrebbe ricevuto un fascicolo di ben 150 pagine con le segnalazioni sui casi di propaganda del Ritalin a Bologna e in altre cinque regioni, fra cui il Veneto, il Lazio e l’ Umbria. Nei scorsi giorni il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Luciano Chiappetta, che sposa la stessa linea di Catalano e ministero, ha fatto pervenire un’informativa alla procura secondo cui non risulta nessun incontro di formazione organizzato da Agap all’interno delle scuole bolognesi. L’unica occasione d’incontro pubblico di cui l’Ufficio scolastico provinciale è a conoscenza rimane, dunque, il convegno del 24 novembre scorso che recava sugli inviti il marchietto degli uffici scolastici. A questo proposito Chiappetta fa sapere di aver chiarito per iscritto alla magistratura quanto avvenuto da novembre in poi, ricordando inoltre che «certe associazioni hanno il patrocinio anche dell’Università».Senza l’avvallo degli uffici scolastici per “Giù le mani dai bambini” sarà difficile promuovere il proprio progetto, in una regione di cui di fatto gli abusi restano solo presunti.

Fra informazione e formazione a distanza (il cosiddetto e-learning) il progetto messa a disposizione in forma volontaria in soli 15 giorni è da ieri on-line. Sul sito www.scuolaprotetta.it è possibile scaricare materiale sugli psicofarmaci e sulle sindromi trattate con Ritalin e simili. Attraverso i corsi proposti dal sito, inoltre, le scuole che bandiscono gli psicofarmaci possono ottenere una certificazione simbolica di “scuola protetta” e ricevere un’adesivo da attaccare fuori dall’istituto. E’ prevista inoltre un’agorà virtuale in cui genitori e docenti potranno scambiarsi commenti e pareri, mentre le scuole potranno attivare gemellaggi in base alle buone prassi adottate. A garanzia di qualità “Giù le mani dai bambini” fa sapere di essere un comitato indipendente per la farmacovigilanza ai minori formato da genitori, medici e 184 enti fra cui 11 Università. L’iniziativa a inoltre il “bollino” di Cgil formazione, Cisl scuola oltre che di diversi comitati di genitori. E’ l’appoggio dei Verdi che con il capogruppo in Regione, Daniela Guerra, fanno sapere di aver presentato un progetto di legge «che vuole garantire che nella scuola vi sia la massima trasparenza nel trattare casi su cui la scienza si divide».

Tratto da: Il Domani – 06/03/2008 – pag. 4

Articolo di: Alessandra Testa

Scuola protetta” contro la pasticca facile

Mercoledì 19 Marzo 2008

Presentato a Bologna il progetto di Giù le mani dai bambini con associazioni sindacali, di genitori e di studenti

Un kit mette in guardia genitori e insegnanti dalla somministrazione impropria di psicofarmaci a bambini

Psicofarmaci per bambini troppo distratti e irrequieti a scuola. Sedicenti esperti li consigliavano con troppa disinvoltura in alcune scuole di Bologna, ma anche in altre città italiane, per bambini con problemi di comportamento. Contro il tentativo di “medicalizzare” il disagio dei minori promuovendo l’uso di psicofarmaci per “tener buoni” i bambini, Giù le Mani dai Bambini®, comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica, ha promosso il progetto nazionale “Scuola Protetta”. Frutto della collaborazione con associazioni italiane di genitori, CGD-Coordinamento Genitori Democratici, AGE ed Agesc, con i sindacati CISL scuola e Cgil, e il Movimento Studenti Cattolici, il progetto consiste in un supporto tecnico ed informatico per le scuole e i genitori. Dal sito Internet www.scuolaprotetta.it si possono scaricare liberamente i contenuti del “Kit Scuola Protetta”, ovvero le dispense del percorso formativo proposto a genitori e insegnanti. Sono previsti, inoltre, corsi di formazione gratuiti nelle scuole, corsi di formazione a distanza, sempre gratuiti, e linea telefonica dedicata, con esperti del comitato scientifico di Giù le mani dai bambini che danno risposta ai dubbi di genitori e insegnanti. Obiettivo del progetto è di evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione di un eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’‘anticamera dell’ASL’. Inoltre, s’intende sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, ma anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito delle buone prassi, innanzitutto pedagogiche, che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini, permetterà di mettere in rete gli strumenti più efficaci.

Fonte: socialpress

Scuola Protetta contro la medicalizzazione della scuola

Mercoledì 19 Marzo 2008

BOLOGNA E’ sulle cronache nazionali di questi giorni l’inquietante situazione della scuola italiana in ordine ai pressanti tdi “medicalizzazione” del disagio dei minori e di promoziondell’uso di psicofarmaci su bambini distratti ed irrequieti. Giù le Mani dai Bambini® - il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - ha lanciato in una conferenza stampa a Bologna il progetto nazionale “ScuolProtetta”, assieme alle più rappresentive associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc) ed a CISL Scuola eCGIL Formazione. A Bologna – ma anche in altri capoluoghi italiani, com’è recentemente emerso - sedicenti esperti non iscritti ad alcun Albo professionale organizzano interventi nelle scuole per illustrare a genitori ed insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell’anfetamina a bambini con problemi di comportamento, e - pur non essendo medici - minimizzano gli effetti collaterali di questi prodotti, definiti a più riprese “stracollaudati e sicuri”, dirottando inoltre le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile”, dov’è possibile reperire “con più facilità e senza tante storie” gli psicofarmaci per bimbi. Su queste circostanze, la Procura della Repubblica ha pochi giorni fa aperto un’inchiesta, delegando i NAS alle più opportune verifiche per l’identificazione delle eventuali responsabilità penali. “Giù le Mani dai Bambini” da risposta a questa preoccupante situazione lanciando il progetto “Scuola Protetta”. “Gli obiettivi del progetto – dichiara il Portavoce Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi - innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. Ecco le caratteristiche del progetto: - sul dominio www.scuolaprotetta.it è stato realizzato un sito internet accessibile da insegnanti, presidi, personale non docente e genitori, gratuitamente e liberamente, senza alcuna necessità di registrarsi od iscriversi; - al fine di evitare il ripetersi di casi come quello di Bologna, l’utente potrà segnalare in caso di dubbio - compilando sul sito un semplicissimo modulo on-line - le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata al fine di comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza; - gli utenti interessati potranno scaricare gratuitamente on-line il “Kit Scuola Protetta”, consistente i brevi documenti informativi in linguaggio divulgativo, da distribuirsi al corpo docente e dirigente della scuola; - genitori ed insegnanti potranno partecipare - sempre gratuitamente, semplicemente iscrivendosi - ad un vero e proprio corso di e-Learning, ovvero una formazione a distanza su queste tematiche (dal nome “e-Campus Scuola Protetta”); - in caso di rispondenza della scuola nel suo insieme alle linee guida di “Scuola Protetta” la scuola stessa riceverà una “certificazione”, con un simbolico e simpatico adesivo da appendere all’ingresso della scuola,; - le scuole interessate potranno accedere ad un apposita area del sito per esaminare eventuali “buone prassi” adottate altrove, in una sorta di “gemellaggio virtuoso” tra scuole sensibili a queste tematiche.Fonte: www.lastampa.it

Psicofarmaci e minori: parte il progetto “Scuola protetta”

Mercoledì 19 Marzo 2008

Giù le mani dai bambini lancia il programma di educazione all’uso dei farmaci sui ragazzi a scuola. Come? Attraverso un sito internet. Ma non solo. Si chiama “Scuola Protetta” il nuovo progetto di Giù le mani dai bambini contro la “pasticca facile”, il tentativo di medicalizzazione del disagio minorile e la promozione dell’uso degli psicofarmaci sui bambini irrequieti o distratti. E’ stato presentato oggi a Bologna e lanciato a livello nazionale dal comitato, insieme alle associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Il progetto prevede un sito internet accessibile a tutti, la possibilità di partecipare a un corso di e-Learning e di scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta” con un insieme di documenti informativi in linguaggio divulgativo. Quali dunque le caratteristiche del progetto? Ci sarà il sito www.scuolaprotetta.it e l’utente potrà segnalare in caso di dubbio, compilando un modulo on-line, “le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata al fine di comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza”. Si potrà scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta” che consiste in brevi documenti informativi in linguaggio divulgativo che potranno essere distribuiti ai docenti e dirigenti della scuola. Genitori e insegnanti potranno partecipare al corso di e-Learning “e-Campus Scuola Protetta”. E in caso di rispondenza della scuola alle linee guida elaborate, la scuola stessa riceverà una sorta di “certificazione di qualità” con la dicitura: “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni”. Si potrà inoltre esaminare eventuali “buone pratiche” adottate da altre scuole.

“Gli obiettivi del progetto - ha dichiarato il Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’anticamera dell’ASL. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi -innanzitutto pedagogiche - che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”.

Fonte: www.vita.it

“Scuola protetta” contro gli psicofarmaci ai bambini

Mercoledì 19 Marzo 2008

La “medicalizzazione” e l’uso di psicofarmaci non possono essere la risposta al disagio dei minori e al comportamento di bambini distratti ed irrequieti. Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia, lancia il progetto nazionale “Scuola Protetta“, realizzato assieme alle principali associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Nelle scorse settimane la denuncia presentata da Giù le mani dai bambiniha fatto aprire un’inchiesta su alcuni incontri tenuti nelle scuole bolognesi da sedicenti esperti che illustravano a genitori ed insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell’anfetamina a bambini con problemi di comportamento. Ora con il progetto “Scuola Protetta” il comitato vuole tenere alta l’allerta. “Gli obiettivi del progetto – dichiara il Portavoce Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa”.Il sito di Scuola Protetta, dedicato a insegnanti, presidi, personale non docente e genitori, sarà uno spazio per le buone prassi, innanzitutto pedagogiche, che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini e per la messa in comune degli strumenti più efficaci. “Il progetto - sottolinea Poma - ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. Gli utente potranno inoltre segnalare, compilando sul sito un semplicissimo modulo, le eventuali proposte di formazione presentate nella scuola o per la scuola, e ricevere assistenza per comprendere nel dettaglio la serietà dell’offerta formativa proposta. Online sarà possibile scaricare il “Kit Scuola Protetta”, con documenti informativi in linguaggio divulgativo, da distribuirsi al corpo docente e dirigente della scuola. Genitori ed insegnanti potranno inoltre partecipare gratuitamente a “e-Campus Scuola Protetta”, un corso e-Learning sulla tutela dei bambini.Le scuole interessate potranno accedere ad un’apposita area del sito in cui esaminare buone prassi adottate altrove e gli istituti che rispondono alle linee guida di “Scuola Protetta” riceveranno una certificazione simbolica, con l’adesivo “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni, questa scuola è protetta”. Fonte: Sophia Magazine

“Mettiamo i minori al centro del discorso”

Mercoledì 19 Marzo 2008

Angela Nava, Presidente del Coordinamento Genitori Democratici, intervenendo anche in rappresentanza della CGIL e dell’AGE, ha dichiarato aderendo con convinzione al progetto: “Si diffonde la cultura della medicalizzazione del disagio: i genitori devono ritrovare il loro ruolo di educatori responsabili e le scuole evitare l’affollamento di figure poco chiare che giocano sull’ansia e la solitudine dei genitori”. Lucia Morgillo, del Direttivo Agesc, ha dichiarato: “Il bambino non è solo uno studente, è una persona che cresce, e porta in classe tutte le difficoltà della sua vita. ‘Scuola Protetta’ è un progetto che cerca di dare una risposta efficace a questi disagi”. La CISL Scuola aveva aderito già nei giorni scorsi, per bocca del Segretario Nazionale Francesco Scrima, al progetto e in conferenza stampa è intervenuto per la CISL Egidio Pasquali, dicendo: “La scuola è un luogo di grandi complessità, che ha molte responsabilità ma troppo spesso non ha strumenti per affrontarle. Con questo progetto diamo il nostro contributo per evitare che il disagio dilaghi e che la scuola poi non riesca più a far fronte”. Giovanni Banchi, (Presidente della “Scuola di Barbiana” e collaboratore di Don Lorenzo Milani): “Sosteniamo con tutte le nostre forze questo progetto, e invitiamo tutte le scuole a fare altrettanto”.Una nota di convinto sostegno anche dallo Psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, dell’ASL di Bologna: “Mettiamo i minori al centro del discorso, hanno tutti i diritti di venire informati fin dalla scuola, questa è la vera ‘bioetica’ di cui dobbiamo parlare”. Ha chiuso la conferenza stampa il neuropsichiatra infantile Enrico Nonnis (Psichiatria Democratica), concludendo: “Non c’è necessità di psichiatrizzare il disagi e ‘Scuola Protetta’ non vuole demonizzare il farmaco, ma insistere sull’aspetto ‘culturale’ del problema, perché non ci si può sempre fermare agli aspetti sanitari. Il disagio è ‘altra cosa’ rispetto alla responsabilità pedagogica? Direi proprio di no, e ‘Scuola Protetta’ dà una risposta in questa direzione”.Durante la conferenza stampa, i Consiglieri Regionali Guerra (Verdi) e Renzi (AN) hanno ricordato che in Consiglio Regionale sono depositate due distinte proposte di legge per evitare la medicalizzazione del mondo della scuola e la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci ai minori, e hanno dichiarato entrambi: “Prendiamo l’impegno, in questa conferenza stampa, di richiedere l’unificazione delle due proposte e di accelerarne la discussione così da approvarle quanto prima”.Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini) ha quindi richiamato alle proprie responsabilità l’Ufficio Provinciale del Ministero della Pubblica Istruzione, ed il Ministero tutto: “E’ inammissibile che il Ministero Istruzione non si assuma le proprie responsabilità, la scuola non può essere un ‘colabrodo’ dove soggetti non qualificati entrano a proprio piacimento con proposte formative di dubbia qualità, l’ente pubblico deve vigilare maggiormente”. Poma ha poi risposto ad una domanda dei giornalisti presenti circa l’inchiesta in corso della Magistratura: “Non posso dare dettagli per rispetto al lavoro della Procura della Repubblica, che peraltro ha dimostrato una grande attenzione a questi temi. Posso solo dire che ieri abbiamo prodotto ai NAS 150 pagine di documenti dai quali si evince con chiarezza che questa ‘malapratica’ della promozione degli psicofarmaci nelle scuole non è un problema solo bolognese, ma riguarda anche altre regioni d’Italia”.Il progetto è finanziato grazie ad un prezioso contributo della FAI - Federazione Nazionale Autotrasportatori. Dichiara Doriano Bendotti(FAI): “prima che camionisti, siamo tutti padri di famiglia, queste sono tematiche importanti, la salute dei bambini ci sta a cuore più di ogni altra cosa”. Fonte: Sophia Magazine

MINORI. Giù le Mani dai Bambini lancia “Scuola Protetta” contro psicofarmaci facili

Mercoledì 19 Marzo 2008

“Scuola Protetta” contro la “pasticca facile”, il tentativo di medicalizzazione del disagio minorile e la promozione dell’uso degli psicofarmaci sui bambini irrequieti o distratti: è il progetto nazionale lanciato a Bologna dal comitato Giù le Mani dai Bambini insieme alle associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Il progetto prevede un sito internet accessibile a tutti, la possibilità di partecipare a un corso di e-Learning e di scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta” con un insieme di documenti informativi in linguaggio divulgativo. Lo ha reso noto il comunicato in una nota stampa.Quali dunque le caratteristiche del progetto? Ci sarà il sito www.scuolaprotetta.it e l’utente potrà segnalare in caso di dubbio, compilando un modulo on-line, “le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata al fine di comprendere nel dettaglio la serietà e tipologia di offerta formativa proposta e la congruenza della stessa con i requisiti minimi di serietà e competenza”. Si potrà scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta” che consiste in brevi documenti informativi in linguaggio divulgativo che potranno essere distribuiti ai docenti e dirigenti della scuola. Genitori e insegnanti potranno partecipare al corso di e-Learning “e-Campus Scuola Protetta”. E in caso di rispondenza della scuola alle linee guida elaborate, la scuola stessa riceverà una sorta di “certificazione di qualità” con la dicitura: “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni”. Si potrà inoltre esaminare eventuali “buone pratiche” adottate da altre scuole.“A Bologna - ma anche in altri capoluoghi italiani, com’è recentemente emerso - sedicenti esperti non iscritti ad alcun Albo professionale - denuncia il Comitato Giù le Mani dai Bambini in una nota stampa - organizzano interventi nelle scuole per illustrare a genitori ed insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell’anfetamina a bambini con problemi di comportamento, e - pur non essendo medici - minimizzano gli effetti collaterali di questi prodotti, definiti a più riprese “stracollaudati e sicuri”, dirottando inoltre le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile”, dov’è possibile reperire “con più facilità e senza tante storie” gli psicofarmaci per bimbi. Su queste circostanze, la Procura della Repubblica ha pochi giorni fa aperto un’inchiesta, delegando i NAS alle più opportune verifiche per l’identificazione delle eventuali responsabilità penali”.“Gli obiettivi del progetto - ha dichiarato il Portavoce di Giù le Mani dai Bambini Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi - innanzitutto pedagogiche - che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. Tratto da: Help Consumatori  redattore: BS