Scuola protetta - contro la ‘pasticca facile’
Venerdì 11 Aprile 2008Associazioni genitoriali e sindacati della scuola insieme sul web contro la
Giù le Mani dai Bambini – comitato indipendente per la farmacovigilanza in età
Di: M. Roncalli
Associazioni genitoriali e sindacati della scuola insieme sul web contro la
Giù le Mani dai Bambini – comitato indipendente per la farmacovigilanza in età
Di: M. Roncalli
Le più rappresentative associazioni di genitori Italiane prendono posizione sul caso Nardò (Lecce) degli psicofarmaci somministrati ai bambini per tranquillizzarli. CGD (Angela Nava): “siamo alla disperazione degli educatori, che adottano strategie criminali”. AGE (Davide Guarneri): “la chimica non può essere la soluzione di tutti i disagi”. Dure prese di posizione dal mondo della scienza. Costa (La Sapienza): “a Lecce va in scena l’ignoranza e l’arroganza di certi insegnanti”. Francesco Scrima (CISL Scuola): “intervenga immediatamente il Ministero con una verifica a tappeto”. Nonnis (Psichiatria Democratica) lancia l’allarme: “è sconcertante, ma succede anche in famiglia, non solo a scuola”. Pagliaro (Assessore alla Sanità Comune di Lecce): “a mio avviso, non è un problema locale, ma un gravissimo malcostume diffuso, il 23 aprile ne parleremo in Comune”. Luca Poma (Giù le Mani dai Bambini): “non a caso un mese fa abbiamo lanciato un corso gratuito di formazione a distanza per gli insegnanti su queste tematiche, Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema più diffuso”.
A un mese dal lancio del progetto “Scuola Protetta” contro la medicalizzazione del disagio scolastico (www.scuolaprotetta.it) scoppia il caso dei bambini della scuola materna di Nardò (Lecce), nelle urine dei quali sono stati rinvenute tracce di psicofarmaci ipnotico-sedativi, e si accende la polemica: la parola passa alle più rappresentative associazioni genitoriali italiane. Il Coordinamento Genitori Democratici (CGD) per bocca della Presidente nazionale Angela Nava dice: “attendo l’esito delle indagini, quello che è certo è che siamo esterrefatti dalla disperazione di certi educatori, che ricorrono a strategie criminali. Se il prezzo della tranquillità dev’essere questo, allora preferiamo una società di bambini ed adolescenti apparentemente ingovernabili”. Gli fa eco Davide Guarneri, Presidente nazionale di AGE: “sono incredulo, facciamo lavorare la magistratura. Se questi psicofarmaci sono stati somministrati nella scuola, è gravissimo. La chimica non può essere la soluzione di questo genere di problemi”. Interviene anche il sindacato CISL Scuola, che per bocca del Segretario Nazionale Francesco Scrima dichiara: “siamo alla follia, ma altro che casi sporadici, qui siamo dinnanzi ad un problema serissimo e dobbiamo allarmarci, ma soprattutto dove sono le istituzioni che devono vigilare? Il Ministero Pubblica Istruzione deve intervenire immediatamente con verifiche su tutto il territorio nazionale per rassicurarci che questo genere di abusi non accada altrove”. Anche il mondo della scienza prende posizione, la denuncia forte di Enrico Nonnis (Psichiatria Democratica): “purtroppo questo problema esiste, ma sappiate che non è un problema solo delle scuole, ma anche nelle famiglie. Nessuno nega ci siano difficoltà con i bambini, ma si devono gestire con un’attenzione educativa qualificata e coinvolgente, non con psicofarmaci”. Emilia Costa (decana della psichiatria e Professore Emerito di Psichiatria alla Sapienza) dichiara: “la formazione degli insegnanti va ripensata sotto il profilo dell’approccio pedagogico e relazionale. Un insegnante non può improvvisarsi medico, a Nardò, vicino a Lecce è andato in scena in misto di ignoranza ed arroganza degli operatori scolastici, con un assoluta inconsapevolezza dei gravi rischi per la salute di quei bambini”. Interviene l’Assessore alla Sanità del Comune di Lecce, Alfredo Pagliaro: “è accaduto un fatto sconcertante, ma la cosa grave è che non è problema solo locale. Ho deciso di organizzare un momento pubblico di confronto qui a Lecce su queste questioni, la mattina del 23 aprile nella Sala Consiliare del Comune”. Luca Poma, Portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini (www.giulemanidaibambini.org), la più visibile campagna di farmacovigilanza pediatrica in Italia, conclude: “abbiamo lanciato un mese fa il sito www.scuolaprotetta.it, proprio per garantire agli insegnanti la possibilità di fare un corso gratuito di formazione a distanza su queste precise tematiche, qualcuno ha detto che il rischio era di creare allarmismo, invece mi pare che ora più che mai sia necessario promuovere iniziative del genere, Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema ben più diffuso”
Per media relation portavoce@giulemanidaibambini.org - 337/415305
Sedicenti esperti li consigliavano con troppa disinvoltura in alcune scuole di Bologna, ma anche in altre città italiane, per bambini con problemi di comportamento. Contro il tentativo di “medicalizzare” il disagio dei minori promuovendo l’uso di psicofarmaci per “tener buoni” i bambini, Giù le Mani dai Bambini®, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia, ha promosso il progetto nazionale “Scuola Protetta”, presentato a Bologna nel corso di una conferenza stampa. Frutto della collaborazione con le più rappresentative associazioni italiane di genitori, CGD- Coordinamento Genitori Democratici, AGE ed Agesc, con i sindacati CISL scuola e Cgil, e il Movimento Studenti Cattolici, il progetto consiste in un innovativo supporto tecnico ed informatico per le scuole e i genitori. Dal sito Internet www.scuolaprotetta.it da oggi on line, si possono scaricare liberamente i contenuti del “Kit Scuola Protetta”, ovvero le dispense del percorso formativo proposto a genitori e insegnanti. Sono previsti, inoltre, corsi di formazione gratuiti nelle scuole, corsi di formazione a distanza, sempre gratuiti, e linea telefonica dedicata, con esperti del comitato scientifico di Giù le mani dai bambini che danno risposta ai dubbi di genitori e insegnanti. “L’iniziativa di “Giù le Mani dai Bambini” nasce per sensibilizzare e informare genitori, insegnanti e studenti – ha dichiarato il portavoce Luca Poma -. Obiettivo del progetto “Scuola Protetta” è infatti quello di evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione di un eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’. Inoltre – ha proseguito Poma – s’intende sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, ma anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito delle buone prassi, innanzitutto pedagogiche, che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini permetterà inoltre di mettere in rete gli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. E “Scuola protetta” suggerisce la carta del bimbo iperattivo. Si tratta di alcune semplici regole pratiche per la gestione in classe ed a casa di bimbi irrequieti e disattenti.
Fonte: Agenzia fidest - CODE03/12072 (10/3)
Le istituzioni scolastiche non danno il via libera. Prosegue l’indagine di Persico.
Dopo aver sollevato il caso “Ritalin”, lo psicofarmaco “calma” bambini abusato soprattutto in America e che verrebbe caldeggiato da alcune associazioni di genitori anche sotto le Due Torri, l’associazione “Giù le mani dai bambini presenta un progetto per informare famiglie e insegnanti non solo sulle tematiche relativa alla somministrazione di psicofarmaci a minori affetti da Adhd ( il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività), ma anche per «stimolare la scuola- come sottolinea il portavoce dell’associazione Luca Poma- a recuperare un rapporto virtuoso con le famiglie».
Fra informazione e formazione a distanza (il cosiddetto e-learning) il progetto messa a disposizione in forma volontaria in soli 15 giorni è da ieri on-line. Sul sito www.scuolaprotetta.it è possibile scaricare materiale sugli psicofarmaci e sulle sindromi trattate con Ritalin e simili. Attraverso i corsi proposti dal sito, inoltre, le scuole che bandiscono gli psicofarmaci possono ottenere una certificazione simbolica di “scuola protetta” e ricevere un’adesivo da attaccare fuori dall’istituto. E’ prevista inoltre un’agorà virtuale in cui genitori e docenti potranno scambiarsi commenti e pareri, mentre le scuole potranno attivare gemellaggi in base alle buone prassi adottate. A garanzia di qualità “Giù le mani dai bambini” fa sapere di essere un comitato indipendente per la farmacovigilanza ai minori formato da genitori, medici e 184 enti fra cui 11 Università. L’iniziativa a inoltre il “bollino” di Cgil formazione, Cisl scuola oltre che di diversi comitati di genitori. E’ l’appoggio dei Verdi che con il capogruppo in Regione, Daniela Guerra, fanno sapere di aver presentato un progetto di legge «che vuole garantire che nella scuola vi sia la massima trasparenza nel trattare casi su cui la scienza si divide».
Tratto da: Il Domani – 06/03/2008 – pag. 4
Articolo di: Alessandra Testa
Presentato a Bologna il progetto di Giù le mani dai bambini con associazioni sindacali, di genitori e di studenti
Un kit mette in guardia genitori e insegnanti dalla somministrazione impropria di psicofarmaci a bambini
Psicofarmaci per bambini troppo distratti e irrequieti a scuola. Sedicenti esperti li consigliavano con troppa disinvoltura in alcune scuole di Bologna, ma anche in altre città italiane, per bambini con problemi di comportamento. Contro il tentativo di “medicalizzare” il disagio dei minori promuovendo l’uso di psicofarmaci per “tener buoni” i bambini, Giù le Mani dai Bambini®, comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica, ha promosso il progetto nazionale “Scuola Protetta”. Frutto della collaborazione con associazioni italiane di genitori, CGD-Coordinamento Genitori Democratici, AGE ed Agesc, con i sindacati CISL scuola e Cgil, e il Movimento Studenti Cattolici, il progetto consiste in un supporto tecnico ed informatico per le scuole e i genitori. Dal sito Internet www.scuolaprotetta.it si possono scaricare liberamente i contenuti del “Kit Scuola Protetta”, ovvero le dispense del percorso formativo proposto a genitori e insegnanti. Sono previsti, inoltre, corsi di formazione gratuiti nelle scuole, corsi di formazione a distanza, sempre gratuiti, e linea telefonica dedicata, con esperti del comitato scientifico di Giù le mani dai bambini che danno risposta ai dubbi di genitori e insegnanti. Obiettivo del progetto è di evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione di un eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’‘anticamera dell’ASL’. Inoltre, s’intende sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, ma anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito delle buone prassi, innanzitutto pedagogiche, che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini, permetterà di mettere in rete gli strumenti più efficaci.
Fonte: socialpress
BOLOGNA E’ sulle cronache nazionali di questi giorni l’inquietante situazione della scuola italiana in ordine ai pressanti tdi “medicalizzazione” del disagio dei minori e di promoziondell’uso di psicofarmaci su bambini distratti ed irrequieti. Giù le Mani dai Bambini® - il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia (www.giulemanidaibambini.org) - ha lanciato in una conferenza stampa a Bologna il progetto nazionale “ScuolProtetta”, assieme alle più rappresentive associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc) ed a CISL Scuola eCGIL Formazione. A Bologna – ma anche in altri capoluoghi italiani, com’è recentemente emerso - sedicenti esperti non iscritti ad alcun Albo professionale organizzano interventi nelle scuole per illustrare a genitori ed insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci e derivati dell’anfetamina a bambini con problemi di comportamento, e - pur non essendo medici - minimizzano gli effetti collaterali di questi prodotti, definiti a più riprese “stracollaudati e sicuri”, dirottando inoltre le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile”, dov’è possibile reperire “con più facilità e senza tante storie” gli psicofarmaci per bimbi. Su queste circostanze, la Procura della Repubblica ha pochi giorni fa aperto un’inchiesta, delegando i NAS alle più opportune verifiche per l’identificazione delle eventuali responsabilità penali. “Giù le Mani dai Bambini” da risposta a questa preoccupante situazione lanciando il progetto “Scuola Protetta”. “Gli obiettivi del progetto – dichiara il Portavoce Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare il corpo insegnante a non vedere l’eventuale “diversità comportamentale” dei bambini e degli adolescenti solo come un problema, bensì anche come una risorsa. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi - innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”. Ecco le caratteristiche del progetto:
Giù le mani dai bambini lancia il programma di educazione all’uso dei farmaci sui ragazzi a scuola. Come? Attraverso un sito internet. Ma non solo.
“Gli obiettivi del progetto - ha dichiarato il Portavoce di Giù le Mani dai Bambini, Luca Poma - sono evitare ingerenze nella scuola da parte di “sedicenti esperti” in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’anticamera dell’ASL. La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi -innanzitutto pedagogiche - che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci. Il progetto ha anche lo scopo di sollecitare insegnanti e genitori a ritrovare il rapporto virtuoso scuola/famiglia, troppo spesso compromesso”.
Fonte: www.vita.it
La “medicalizzazione” e l’uso di psicofarmaci non possono essere la risposta al disagio dei minori e al comportamento di bambini distratti ed irrequieti. Giù le Mani dai Bambini, il più rappresentativo comitato indipendente per la farmacovigilanza in età pediatrica attivo in Italia, lancia il progetto nazionale “Scuola Protetta“, realizzato assieme alle principali associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione.
“Scuola Protetta” contro la “pasticca facile”, il tentativo di medicalizzazione del disagio minorile e la promozione dell’uso degli psicofarmaci sui bambini irrequieti o distratti: è il progetto nazionale lanciato a Bologna dal comitato Giù le Mani dai Bambini insieme alle associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. Il progetto prevede un sito internet accessibile a tutti, la possibilità di partecipare a un corso di e-Learning e di scaricare gratuitamente il “Kit Scuola Protetta” con un insieme di documenti informativi in linguaggio divulgativo. Lo ha reso noto il comunicato in una nota stampa.