Scuola Protetta

Scuola protetta - contro la ‘pasticca facile’

Venerdì 11 Aprile 2008

Associazioni genitoriali e sindacati della scuola insieme sul web contro lamedicalizzazione del disagio dei bambini

Giù le Mani dai Bambini – comitato indipendente per la farmacovigilanza in etàpediatrica – ha recentemente lanciato in una conferenza stampa a Bologna il progetto nazionale “Scuola Protetta” (finanziato dalla F.A.I., la Federazione Autotrasportatori Italiani) in collaborazione con associazioni genitoriali italiane (CGD, AGE ed Agesc), a CISL Scuola e CGIL Formazione. A Bologna – ma anche in altri città, com’è emerso – sedicenti esperti non iscritti ad alcun albo professionale organizzavano interventi nelle scuole per illustrare a genitorie insegnanti l’opportunità di somministrare psicofarmaci a bambini con problemi comportamentali e – pur non essendo medici – minimizzando gli effetti collaterali di questi prodotti (definiti a più riprese “sicuri”), dirottavano le famiglie dalle ASL più prudenti nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini verso altre strutture sanitarie dalla “ricetta facile” (circostanze sulle quali la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta). Giù le Mani dai Bambini ha risposto a questa preoccupante situazione lanciando il progetto “Scuola Protetta”. “Obiettivo – dichiara il portavoce Luca Poma – evitare ingerenze nella scuola di ‘sedicenti esperti’ in grado di condizionare i processi di gestione dell’eventuale disagio scolastico degli alunni, trasformando la scuola nell’ ‘anticamera dell’ASL’, e sollecitare gli insegnanti a non vedere l’eventuale ‘diversità comportamentale’ degli alunni solo come un problema, ma anche come una risorsa.La pubblicazione sul sito Scuola Protetta delle buone prassi – innanzitutto pedagogiche – che le scuole italiane adottano per la presa in carico di questi bambini garantirà inoltre la messa in comune degli strumenti più efficaci,innescando un rapporto virtuoso scuola/famiglia”.Sul dominio www.scuolaprotetta.it è stato realizzato un sito internet accessibile da insegnanti, presidi, personale non docente e genitori, gratuitamente e senza obblighi di registrazione.  Gli utenti potranno segnalare in caso di dubbi – compilando sul sito un semplice modulo online – le eventuali proposte di formazione presentate da chiunque nella scuola o per la scuola, e ricevere un assistenza qualificata per valutareserietà e tipologia delle proposte. I cittadini interessati potranno scaricare gratuitamente on-line il “Kit Scuola Protetta”, consistente in documenti informativi in linguaggio divulgativo, da distribuirsi al corpo docente e dirigente della scuola, e genitori ed insegnanti potranno partecipare ad un corso di una formazione a distanza su queste tematiche (dal nome “e-Campus Scuola Protetta”). In caso di rispondenza della scuola nel suo insieme alle linee guida di “Scuola Protetta” la scuola stessa riceverà una “certificazione”, con un simbolico adesivo da appendere all’ingresso recante la scritta “Qui non medicalizziamo il disagio dei nostri alunni, questa scuola è protetta… “. Infine, le scuole interessate potranno accedere ad un apposita area per esaminare “buone prassi” adottate altrove, in una sorta di “gemellaggio virtuoso” tra scuole sensibili a queste tematiche. Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici, intervenendo a Bologna anche in rappresentanza della CGIL e dell’AGE, ha aderito con convinzione al progetto: “Si diffonde la cultura della medicalizzazione del disagio: i genitori devono ritrovare il loro ruolo di educatori responsabili e le scuole evitare l’affollamento di figure poco chiare che giocano sull’ansia e la solitudine dei genitori”. Lucia Morgillo, del Direttivo Agesc, ha dichiarato: “Il bambino non è solo uno studente, è una persona che cresce, e porta in classe tutte le difficoltà della sua vita. ‘Scuola Protetta’ è un progetto che cerca di dare una risposta efficace a questi disagi”. La CISL Scuola ha aderito al progetto attraverso il segretario nazionale Francesco Scrima. Alla presentazione di Scuola Protetta è intervenuto per la CISL Scuola Egidio Pasquali: “La scuola è un luogo di grandi complessità, che ha molte responsabilità ma troppo spesso non ha strumenti per affrontarle. Con questo progetto diamo il nostro contributo per evitare che il disagio dilaghi”. Sostegno all’iniziativa è arrivato anche da GiovanniBanchi, presidente della “Scuola di Barbiana” e dallo psichiatra Paolo Roberti di Sarsina, dell’ASL di Bologna: “Mettiamo i minori al centro del discorso, hanno tutti i diritti di venire informati fin dalla scuola, questa è la ‘bioetica’ di cui dobbiamo parlare”. Secondo il neuropsichiatra infantile Enrico Nonnis, di Psichiatria Democratica “Non c’è necessità di psichiatrizzare il disagio e ‘Scuola Protetta’ non vuole demonizzare il farmaco, ma insistere sull’aspetto ‘culturale’ del problema, perché non ci si può sempre fermare agli aspetti sanitari. Il disagio è ‘altra cosa’ rispetto alla responsabilità pedagogica? No, e ‘Scuola Protetta’ dà una risposta in questa direzione”.

Di: M. Roncalli Tratto da: Scuola Materna, n° 16 – editrice La Scuola


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