Scuola Protetta

Contro l’abuso del Ritalin nasce “Scuola protetta”

Mercoledì 19 Marzo 2008

Le istituzioni scolastiche non danno il via libera. Prosegue l’indagine di Persico.

Dopo aver sollevato il caso “Ritalin”, lo psicofarmaco “calma” bambini abusato soprattutto in America e che verrebbe caldeggiato da alcune associazioni di genitori anche sotto le Due Torri, l’associazione “Giù le mani dai bambini presenta un progetto per informare famiglie e insegnanti non solo sulle tematiche relativa alla somministrazione di psicofarmaci a minori affetti da Adhd ( il disturbo da deficit d’attenzione e iperattività), ma anche per «stimolare la scuola- come sottolinea il portavoce dell’associazione Luca Poma- a recuperare un rapporto virtuoso con le famiglie».Battezzato “Scuola protetta”, il progetto non incassa però il placet delle istituzioni scolastiche regionali, tanto è vero che alla presentazione di ieri mattina non solo non era presente alcuno insegnante, ma tanto meno il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Luigi Catalano. Catalano interrogato sul perché della sua assenza ha fatto sapere «che quella della somministrazione di psicofarmaci non è una materia della scuola, quanto piuttosto del ministero della salute».L’Ufficio scolastico regionale, inoltre, è stato chiamato più volte in causa nel corso della presentazione perché reo di avere patrocinato incontri con l’associazione “Agap – Amici di Paolo”, l’associazione che “Giù le mani dai bambini” aveva accusato di consigliare l’uso di psicofarmaci per curare bambini con questa sindrome, trincerandosi « dietro ad una psicologa che si spacciava come psicologa» e proponendo migrazioni verso centri medici meno rigidi nella prescrizione.E se dall’associazione non sanno dire quali istituti scolastici avrebbero ospitato questi incontri promossi da Agap, Catalano si rifà « al principio dell’autonomia scolastica, secondo cui le scuole dovrebbero organizzare incontri». «Ho comunque mandato una circolare a tutti i dirigenti scolastici – assicura – affinché vigilino con responsabilità sulle iniziative ospitate».Nel frattempo, sul caso sta indagando la procura di Bologna (ma si tratta solo di un’indagine conosciuta) che da Poma, ascoltato dai Nas, avrebbe ricevuto un fascicolo di ben 150 pagine con le segnalazioni sui casi di propaganda del Ritalin a Bologna e in altre cinque regioni, fra cui il Veneto, il Lazio e l’ Umbria. Nei scorsi giorni il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Luciano Chiappetta, che sposa la stessa linea di Catalano e ministero, ha fatto pervenire un’informativa alla procura secondo cui non risulta nessun incontro di formazione organizzato da Agap all’interno delle scuole bolognesi. L’unica occasione d’incontro pubblico di cui l’Ufficio scolastico provinciale è a conoscenza rimane, dunque, il convegno del 24 novembre scorso che recava sugli inviti il marchietto degli uffici scolastici. A questo proposito Chiappetta fa sapere di aver chiarito per iscritto alla magistratura quanto avvenuto da novembre in poi, ricordando inoltre che «certe associazioni hanno il patrocinio anche dell’Università».Senza l’avvallo degli uffici scolastici per “Giù le mani dai bambini” sarà difficile promuovere il proprio progetto, in una regione di cui di fatto gli abusi restano solo presunti.

Fra informazione e formazione a distanza (il cosiddetto e-learning) il progetto messa a disposizione in forma volontaria in soli 15 giorni è da ieri on-line. Sul sito www.scuolaprotetta.it è possibile scaricare materiale sugli psicofarmaci e sulle sindromi trattate con Ritalin e simili. Attraverso i corsi proposti dal sito, inoltre, le scuole che bandiscono gli psicofarmaci possono ottenere una certificazione simbolica di “scuola protetta” e ricevere un’adesivo da attaccare fuori dall’istituto. E’ prevista inoltre un’agorà virtuale in cui genitori e docenti potranno scambiarsi commenti e pareri, mentre le scuole potranno attivare gemellaggi in base alle buone prassi adottate. A garanzia di qualità “Giù le mani dai bambini” fa sapere di essere un comitato indipendente per la farmacovigilanza ai minori formato da genitori, medici e 184 enti fra cui 11 Università. L’iniziativa a inoltre il “bollino” di Cgil formazione, Cisl scuola oltre che di diversi comitati di genitori. E’ l’appoggio dei Verdi che con il capogruppo in Regione, Daniela Guerra, fanno sapere di aver presentato un progetto di legge «che vuole garantire che nella scuola vi sia la massima trasparenza nel trattare casi su cui la scienza si divide».

Tratto da: Il Domani – 06/03/2008 – pag. 4

Articolo di: Alessandra Testa


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