Sono una mamma sola, il padre di mio figlio è deceduto due anni fa. Alla scuola primaria ho fatto uno degli errori più grandi della mia vita, segnalare alla AUSL il caso e accettare la maestra di sostegno! E’ stato un inutile costo aggiuntivo per lo Stato! Ora che frequenta il primo anno della scuola secondaria di primo grado i problemi di comportamento si ripresentano in modo “reiterante”, è arrivata la sospensione che non ha fatto altro che acuire i rapporti tra suola e ragazzo-alunno.Le sanzioni disciplinari non sono efficaci per tutti. Come genitore avrei potuto verbalizzare e sanzionare almeno un paio di docenti…Il Ministero anzichè istituire corsi di recupero pomeridiani, avrebbe potuto affiancare i docenti con personale qualificato durante le ore di lezione, in compresenza! Esiste comunque uno sportello d’ascolto per i ragazzi perchè la scuola ha aderito ad un progetto con psicologi e pedagogisti ma non tutti i ragazzi si recano dagli esperti al di fuori dell’orario scolastico, meglio una partita a calcio! Capisco i docenti, le loro difficoltàad approcciare i ragazzi e allo stesso tempo comprendo i giovani adolescenti con le difficoltà; il proccesso di crescita è un’ardua impresa. Avrei un sogno: quello di una scuola meno classista e più dinamica. I tempi sono cambiati e anche il corpo docente si deve adeguare. Durante i due mesi di vacanza estivi dovrebbero essere obbligati ad erudirsi ed aggiornarsi. Vengo spesso accusata di essere una madre iper-protettiva, forse anche maleducata ed arrogante ecc..ecc..ma mi viene spontaneo cari Prof perchè lui ha sofferto durante la sua infanzia e la chimica non è la soluzione giusta. Proviamo tutti ad usare la diligenza del buon padre di famiglia, a svolgere le nostre mansioni con amore e consapevolezza, a non etichettare, a non farci pregiudizi e ad agire sinergicamente tutti insieme: scuola, famiglia e ragazzi.Mio figlio non è diverso ha semplicemente bisogno di amore dato che perdere un padre a dieci anni non è cosa da poco, la sua pagella fiocca di ottimo e distinto, soffre di un complesso persecutorio atroce, senso di autostima zero…io cerco di fare del mio meglio ma i miei sforzi risultano vani se l’istituzione no fa alrettanto.Grazie per avermi ascoltata.
Ecco il punto di vista di una madre: cosa rispondere? C’è qualcosa di così sbagliato, in quanto dice questa donna? Non penso, non mi pare: è la battaglia di Davide contro Golia, il genitore da solo, quando chiude la porta di casa, contro le inadeguatezze del sistema. Tenga duro, e si sforzi di far riconquistare a Suo figlio la dignità del “non essere diverso”. Non c’è nulla di “sbagliato” in lui, deve solo capire che - anche lui - ha diritto di vincere, nella vita.

