Scuola Protetta

sono la mamma di un bambino di 7 anni e mezzo probabilmente iperattivo. Il suo rendimento scolastico è talmente calato che le insegnanti pensano di non promuoverlo alle 3 elementare.Sarà opportuno fargli ripetere la 2 classe o anche con questa scelta non si risolve nulla??grazieroberta, mamma di claudio

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I bambini hanno spesso comportamenti iperattivi, è normale. A volte poi tali comportamenti iperattivi arrivano al limite della “patologia”, nel senso che non risultano più gestibili con i normali strumenti a disposizione di noi adulti. Ma è il bambino che è “malato” o siamo noi adulti a non disporre di strumenti adeguati, od ancora è la società moderna che non è più “a misura di bambino”? Rifletta sulla gestione del tempo e dello spazio: perchè non dev’esserci più spazio per la noia, che noi adulti classifichiamo come un problema? “Si sta annoiando, sono 2 ore che guarda il soffitto, ha qualcosa che non va…”. E dire che, come ci dice Paolo Crepet, la noia è un momento importante nella vita del minore: si interroga, si esplora, cerca stimoli nuovi… E che dire degli spazi? Queste scuole, con quei neon bianchi tipo “polli in batteria”, sono a misura di bimbo? Troppo spesso no, purtroppo, e l’iperattività che non viene più sfogata all’aria aperta, in qualche direzione (magari sbagliata) dovrà ben essere incanalata… Non voleva essere una divagazione rispetto alla Sua domanda, bensì una serie di stimoli alla riflessione. Per quanto riguarda l’ipotesi di far ripetere al bambino la classe, solo Lei può darsi una risposta: è una scelta troppo importante e delicata, diffidi da chi ha la pretesa di darle consigli del genere senza conoscere molto a fondo suo figlio. Piuttosto usi il buon senso: se non merita la promozione, non lo faccia andare avanti a forza, non gli renderebbe un buon servizio e soprattutto lo diseducherebbe, abituandolo al voler ottenere tutto come dovuto. Che fatichi, se è il caso, e che si prenda il tempo necessario per recuperare. Anche questo significa rispettare i suoi ritmi. Non c’è niente di male, in ciò, basta fargli capire con chiarezza che non è “fallito” per questo, che non è “sbagliato” od inadeguato. Semplicemente, ecco la sua seconda chance… se la giochi. Nella scuola come nella vita, non è un problema sbagliare: basta vederlo, ammetterlo, tirarsi su le maniche, avere un’altra possibilità, giocarsela, recuperare, e - se possibile - vincere.