Scuola Protetta

L’ordine degli psicologi ha previsto un modo per evitare nel futuro che sedicenti “psicologi” entrino nelle nostre scuole?

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Nulla risponde meglio alla Sua gentile domanda che la lettera recentemente inviata ad un nostro sostenitore, che aveva a titolo personale posto la medesima questione all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna. Ritengo che la risposta si commenti da se: la buona volontà non manca di certo, quello che manca sono strumenti legislativi adeguati. Ecco cosa ha risposto l’Ordine:

“Egregio dott. Zappoli, in merito alla Sua segnalazione sull?uso improprio del titolo di psicologa da parte della sig.ra Pavan, devo purtroppo confermarLe che il reato relativo all?usurpazione di titolo, previsto dall?art. 498 del c.p., è stato depenalizzato nel 1999, pertanto ad oggi non si può più parlare di reato, ma semplicemente di violazione amministrativa, quasi come un divieto di sosta. Questo, a nostro avviso, non può sicuramente costituire un deterrente utile e significativo contro l?uso scorretto del titolo professionale e, di conseguenza, crediamo che nel tempo si assisterà sempre più al dilagare di sedicenti psicologi. Sedicenti psicologi che rimarranno impuniti, a meno che non compiano effettivamente atti tipici della professione, tutti da dimostrare in giudizio con prove e testimonianze concrete. Questa situazione, ovviamente, ostacola pesantemente il nostro compito istituzionale di tutela dei confini della professione, basti pensare che molti processi per esercizio abusivo della professione - nei quali siamo intervenuti - sono giunti ad archiviazione sempre per la stessa ragione, ossia perché: ?Non si è dimostrato che l?imputato abbia compiuto atti tipici della professione e quindi riservati per legge allo Psicologo?. Detto questo, vogliamo però anche precisare che su 15 casi di presunto abusivismo denunciati in procura da questo Ordine, 5 casi sono stati archiviati come sopra accennato, 5 casi risultano ancora pendenti, ma altri 5 si sono conclusi favorevolmente per noi, con sentenza di condanna (seppure non ancora all?ultimo grado di giudizio). Ci sentiamo pertanto di dire che qualche passo in avanti è stato compiuto. Nella speranza di avere chiarito meglio i Suoi dubbi, l?occasione mi è gradita per porgerLe il saluto più cordiale” (lettera firmata dalla dott. sa Manuela Colombari - Presidente Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna)