ho letto la domanda di Pina e, come immaginavo, nn è stata data alcuna soluzione “pratica” e “risolutiva” ad un problema che sta devastando le scuole in Italia, un paese civile dove acora oggi si vive in un clima di disinformazione e si ci approccia con un timore ignorante a problematiche sulle quali, per il bene dei bambini e dei ragazzi urgerebbero azioni adeguate, legali, efficaci e tempestive.si ostacolano però iniziati volte in tal senso senza, per l’appunto, dare alternative valide.il ministero della pubblica istruzione ha deciso di taglire i sostegni ai casi là dove nn è certificata una grave compromissione fisica e mentale , lasciandosi quindi alle spalle bambini e ragazzi con disturbi mentali lievi o dell’apprendimento( dislessia adhd).vi sono scuole impegnate in progetti “di vita” che vogliono accompagnare anche i ragazzi in età aolescenziale a concludere un percorso scolastico -educativo “inclusivo” che li porti alla realizzazione di successi scolastici e lavorativi.in questo rientrano anche corsi di studio sull’I.C.F. Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità ”.ci si auspica che durante questo studio emergano le problematiche sopra citate che se lette con attenzione aprono una ipotetica finestra sul possibile futuro deigli alunni ” mediamente disagiati” inserendoli con un’elevata percentuale di probabilità , in un contesto di disagio relazionale-familiare, sociale,scolastico e lavorativo.allo stesso modo si abbandonano gli insegnati i quali, pur dimostrando professionalità e buona volontà si scontrano quotidianamente con gravissimi episodi la cui gestione è quasi impossibile in quanto richiederebbe, per essere efficace, una prevenzione delgli stessi tramite risorse che attualmente “NON CI SONO E NN SI PREVEDE VENGANO DATE PER IL FUTURO” alla luce di queste ultime informazioni.questi insegnanti, senza alcuno strumento di supporto, arrivano in breve alla demotivazione e al burnot…che ricaduta pensate possa esservi in un contesto classe?il passaggio successivo e inevitabile è quello di far ricadere le colpe del disagio sulle famiglie….si entra a questo punto in una spirale che trascina tutti gli attori in un baratro senza fine.chi aiuta i protagonosti di queste “storie tese”? aspetto con ansia risposte illunminate, publiche e oneste.Manuela G.un’insegnante mamma di un ragazzo adhd.
Cara Manuela, tutte - e sottolineo tutte - le Tue obiezioni sulla crisi del sistema scuola e del rapporto tra scuola e famiglia sono appropriate e condivisibili. E’ di tutta evidenza che le risorse
pubbliche - professionali e finanziarie - destinate a queste aree d’intervento sono ormai cronicamente insufficienti e carenti, da anni, ed il risultato - che tu ben descrivi - è sotto gli occhi di tutti.
Noi operiamo anche a livello istituzionale, per fare azioni di pressione - nel senso sano del termine - sul sistema pubblico al fine di garantire laddove possibile un miglioramento dello scenario, ma è “una goccia nel mare”. Il portale www.giulemanidaibambini.org è il sito internet più visitato ed il più ricco di documentazione in Italia sui problemi del disagio del comportamento dei minori, ed è frutto del nostro lavoro di volontari: anche il progetto Scuola Protetta vuol’essere un nuovo gesto di attenzione nostro ai problemi da Te sollevati. Sono contributi che ritengo di poter definire significativi, ma che poggiano sulle spalle di volontari, con tutti i limiti del caso. Se Tu puoi aiutarci a fare meglio e ad essere più incisivi, il Tuo supporto è ben accetto.
Un caro saluto

