Scuola Protetta

Che gli psicofarmaci non possano essere la soluzione lo avevo già capito da tempo. Ma allo stesso tempo sto ancora cercando una risposta alla domanda che si può fare per risolvere o almeno controllare le difficoltà di un bambino iperattivo. Il problema esiste ed è inutile negarlo dietro il riconoscimento di “diverse abilità”. Danno fastidio, disturbano, non accettano le regole, hanno difficoltà a stare in un gruppo; scout, campi scuola … chi se la prende la responsabilità? questa è quello che quotidianamente noi genitori viviamo, questo è il disagio che i nostri figli sentono. La società nella quale viviamo è così: o ti conformi o sei fuori! E non si fa la rivoluzione sulla pelle dei figli.Scusate lo sfogo.La diagnosi da un lato rende accettabile socialmente i comportamenti che vengono altrimenti ritenuti inequivocabili segnali di maleducazione, incomprensibile aggressività fino alla cattiveria. “Si comporta così ma non lo fa apposta…è iperattivo!” altrimenti sarebbe “Questo bambino è impossibile da gestire, è maleducato, dovete essere più fermi e intransigenti nell’educazione, lo dovete castigare!”.Dall’altro si corre il rischio di stigmatizzare e farli sentire ancora più diversi.Ogni psicologo che viene interpellato dice la sua: è meglio la terapia cognitivo-comportamentale perchè il problema è esclusivamente comportamentale, macchè meglio la psicoanalisi perchè il problema è del profondo…Alla luce di ciò la domanda è la seguente: ci sono alternative efficaci per combattere l’uso indiscriminato, e disperato aggiungo, del farmaco? quali e con quali risultati? L’aiuto alle famiglie non può rimanere solo a livello di chiacchere, vi prego dateci gli strumenti. Grazie.

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Carissima/o lettrice/lettore, certamente vi sono soluzioni efficaci - non farmacologiche e scientificamente validate - per la presa in carico dei problemi di comportamento dei minori, ma noi non ci
occupiamo di “fornire soluzioni”, bensì di sensibilizzare sul problema. La letteratura è ricchissima, e se è vero che “ogni specialista ha da dire la sua” (quanto hai ragione su questo punto!) è anche vero che non esiste e non esisterà mai UN SISTEMA per risolvere il disagio… semplicemente perchè ogni bambino è un individuo a se stante, con un propria storia ed un differente genesi dei problemi.
Allora è dal punto di vista del bambino, e non dello specialista, che va analizzato il problema: esiste un “arsenale” terapeutico, ed i genitori in accordo con lo specialista devono scegliere quale
“strumento” usare, quale soluzione è più adatta allo specifico caso. Sul portale www.giulemanidaibambini.org potrai trovare utili informazioni, ti consigliamo di iscriverti alla newsletter gratuita
cliccando sl bottone INFORMATEMI nella homepage, perchè traduciamo costantemente articoli divulgativi e scientifici scritti all’estero, specie negli Stati Uniti, che per prima hanno vissuto e vivono questo problema. Sul portale di Giù le Mani dai Bambini pubblicheremo tra pochi giorni l’elenco di diversi libri - con relativa descrizione sintetica del contenuto - tra i quali scegliere un testo adatto alle proprie esigenze per approfondire il problema. Anche qui sul sito Scuola Protetta puoi trovare le prime indicazioni che sono state pubblicate nell’area “Io lo Faccio Così”, che potrebbero esserti di utile spunto di riflessione.
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