Buongiorno,Vi scrivo perchè mi sono davvero sentita sola quando ieri un genitore a scuola(sono un’insegnante di scuola media superiore)’ mi ha aggredita verbalmente in presenza di altri genitori in attesa di essere ricevuti.Premesso che mai questo signore si era fatto vedere a scuola neppure ai ricevimenti individuali nonostante fosse stato più volte da me invitato a farlo e premesso che è arrivato convinto di avere due santi per figli, ha pensato di dare per scontato quanto questi gli avevano riportato.Il peggio è avvenuto quando sentendomi poco bene(stavo già male sin dal mattino),gli ho chiesto di attendere un minuto poichè avevo bisogno di uscire e questi,ha continuato a dire usando “certi toni” che allora me ne sarei dovuta stare a casa aggiungendo (questo mi è stato riportato dai bidelli e altri genitori successivamente)”chiamate la neuro”!!!!!!!!rientrata dopo essermi ripresa abbiamo continuato la discussione che si è conclusa con un da parte sua:”allora bisogna sentire entrambe le campane”riconoscendo che i figli proprio santi non erano,ma senza accennare neppure lontanamente a delle scuse Mi ha mortificata come persona e come insegnante, senza conoscermi e senza avere idea di niente.A questo punto io pretendo che ci siano pubbliche scuse altrimenti faccio partire la denuncia.Stamattina chiamo il mio dirigente scolastico, ma intanto posso chiedere a Voi cosa posso fare?Quel che più è triste è che ho dato l’anima per questa scuola e per i ragazzi!Possiamo venire trattati in questo modo e non poter fare niente?Oramai siamo bersaglio facile per tutti e gli stipendi che ci vengono corrisposti non ci permettono nemmeno di pagarci un avvocato!Davvero Grazie!Elisa
Cara Elisa, Scuola Protetta ha una specifica missione: tutelare i bambini dal rischio di medicalizzazione dei più diversi disagi scolastici, non ci occupiamo purtroppo - viceversa - di tutelare gli insegnanti. Tuttavia, anche senza scendere nel merito della vicenda che lei racconta, che conosco solo marginalmente e dalle Sue parole, una cosa posso confermargliela: molti dei problemi dei più piccoli sono imputabili allo scenario scolastico, quello scenario che vede essersi “rotto” il legame tra scuola e famiglia. A Torino, non troppi mesi fa, un giovanotto adolescente ha aggredito fisicamente l’insegnante, e per questo è stato - giustamente - sospeso. Ebbene, che fa la famiglia? Ricorso contro la sospensione, citando la scuola e chiedendo la revoca del provvedimento. Come crescerà quel ragazzino, con quali modelli? No comment. E che dire degli insegnanti, privi di strumenti adeguati per affrontare le nuove sfide del XXI secolo? Come possiamo pensare di creare una società nuova, se paghiamo come uscieri d’albergo coloro che dovrebbero affiancare da vicino i nostri figli nella delicata fase della crescita? Temi importanti, ma che - lo ripeto - purtroppo esulano dal nostro mandato. In bocca al lupo per il Suo lavoro, e cerchi di supplire alla carenza di risorse con una formazione ed un aggiornamento pedagogico continuo. Lo faccia per se stessa, per essere all’altezza della sfida e non rimanere indietro. Qualcuno di quelli che stanno ora seduti tra i banchi, davanti a Lei, le assicuro che in la con gli anni le renderà merito.

