Agorà
Hai ancora qualche dubbio, qualche perplessità o domanda sul tema della somministrazione di psicofarmaci ai minori e della disinvolta medicalizzazione del disagio? Consulta L’AGORA’: potrai leggere le domande poste prima di te da altri genitori ed insegnanti, ed eventualmente porne tu una ai nostri esperti, che ti risponderanno a stretto giro di posta su questa stessa pagina internet!
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Domanda posta da: Rossana
vorrei sapere a che punto è a situazione dei test nelle scuole ovvero se la normativa prevede che vengano effettuati a tappeto e con quali modalità. grazie
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Domanda posta da: Elena
Salve, e’ gia molto che conosco il vostro sito
Ci siamo trasferiti qui in Sardegna da non molto ed eccomi arrivare dalla scuola elementare di mio figlio (secondo circolo di Quartu S. Elena) un grande questionario dell’ associazione Peter Pan la quale sotto forma di una ricerca di tipo epidemiologico sui Disturbi Pervasivi dello Sviluppo ecc ecc. da compilare e partecipare a questo studio… Cosa che non farò mai! Il punto è questo, quanto hanno speso per far si che questa associazione organizzi uno studio, per poi avvelenare la nostra società? Non era meglio usare questi soldi per creare aree di gioco per bambini, vista la loro mancanza, dove i bambini (il nostro futuro) possano usare tutta la loro energia nel gioco all’aperto, invece di stare a casa avanti ai videogiochi? La mia domanda è questa: cosa possiamo fare per far si che la gente qui sappia di questa organizzazione “Giu le Mani dai Bambini”? Non molte persone sanno quello che possono causare queste questi medicinali! Facciamo qualcosa! Grazie di tutto, a presto. Elena
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Domanda posta da Patrizia
Sono la madre di una bimba alla quale sono stati “somministrati” i famosissimi TEST, lo scorso anno, all’inizio della prima classe delle vecchie “elementari”. Per quest’anno invece siamo riuscite, io ed altri genitori, ad impedire ciò. Adesso in previsione della fine dell’anno scolastico, stiamo prendendo in considerazione di richiedere i TEST che sono stati “somministrati” lo scorso anno, anche perchè alcuni di noi non siamo nemmeno sicuri che il prossimo anno rimanderemo i nostri figli nella stessa scuola, anche per altri motivi. Vengo a chiedervi, se possibile, le istruzioni per poter richiedere i vecchi TEST, anche per una questione “di principio”. Potete mandarmi delle istruzioni in modo che io possa da sola fare tale richiesta? Come sempre, ringraziandoVi per la Vostra opera lodevole, Vi saluto.
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Domanda posta da: Maria
Sono madre ed insegnante. Nella scuola di mio figlio (scuola primaria) ci hanno proposto di aderire come genitori ad uno screening dell’ASL AV2 sui disturbi dell’attenzione e dell’iperattività. Tale indagine, condotta da un neuropsichiatra infantile, consta di 2 questionari: 1 per i docenti (previa autorizzazione delle famiglie) ed 1 per i genitori. Non si evincono le finalità dell’indagine, anche perchè - a voce - ci è stato parlato di “decennali studi americani in materia”. Non so perchè ma ho pensato al Ritalin… Ma chi le finanzia e le promuove tali indagini? Nel mio piccolo ho segnalato ad altri genitori la Vs. campagna, ma vorrei poter contrastare meglio tali iniziative.
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Voto: +2
Domanda posta da: Pina, insegnante.
…..si, comunicare con chi riesce a rendere visibile e “collettivo” un problema che non può riguardare solo la famiglia e la classe in cui viene a trovarsi il soggetto iperattivo, che è la “persona” che deve crescere. E’ un suo diritto. Sono un’insegnante di un istituto tecnico commerciale, e da un po’ d’anni a questa parte arrivano alla scuola superiore alunni iperattivi. Il loro destino è segnato fin dai primi giorni: risultati scolastici fallimentari. In questi giorni si parla di ADHD, in modo particolare (più che giusto) riferendosi al mondo della prima infanzia, ma con i nostri ragazzi di 15 anni cosa possiamo fare?
Con molto imbarazzo ammetto di aver suggerito ad un genitore di rivolgersi ad un medico nella speranza che, attraverso una terapia appropriata, ci fosse possibile gestire meglio l’approccio con il ragazzo con il quale “fare lezione” era un’impresa. Non mi riferisco al “fare lezione” agli altri disinnescando lui, ma al rendere produttivo per tutti il dialogo educativo. Ho sempre sperato che nelle scuole fossero presenti degli insegnanti di sostegno ( come equipe specializzata, nominata stabilmente in ogni struttura) inseriti nelle classi del biennio come supporto fisso, con o senza la presenza di alunni diversamente abili, perchè si potesse o sostenere o potenziare l’apprendimento di tutti, ma dopo tanti anni vedo che nella scuola non è cambiato niente. Gli insegnanti di sostegno nelle scuole superiori supportano alunni fortemente motivati, con famiglie che di fronte ad handicap eclatanti non possono che benedire chi l soccorre, ma con i ragazzi iperattivi? I genitori, sono di solito molto protettivi e sperano sempre che …crescendo…tutto si risolverà. Ma io non posso guardare negli occhi questi ragazzi, leggervi la solitudine, la rabbia, il bisogno di amicizia, di dimostrare di essere capaci, sapendo che posso fare poco o nulla per loro. Ottengo risultati minimi, frammentari ed episodici. Sono costretta ad essere tentacolare, per non perdere gli altri che approfittano di ogni occasione per distrarsi, che si difendono dalle aggressioni verbali e fisiche del compagno”stupido” come se avessero davanti uno identico a loro. E allora, che fare? Che fare in classi di 30 alunni che possono essere sdoppiate solo con la presenza di un diversamente abile dichiarato. Che fare per non assistere all’inutile vagabondaggio di ragazzi che hanno diritto ad un futuro come tutti gli altri, ma che vivono in una scuola spesso confusa che nei loro confronti si mostra ancora più dissociata. Come convincere una famiglia a pianificare seriamente il percorso di crescita del proprio figlio “con professionalità” ? Forse ci sono le soluzioni e sono solo io a non conoscerle ed è per questo che vi scrivo: vorrei poter avere da voi dei suggerimenti. Ho bisogno di competenze da condividere e di strumenti che mi mettano in condizione di CHIEDERE DI POTER LAVORARE MEGLIO OTTENENDO DEI RISULTATI. Scusate l’invadenza, ma questi nostri giovani sono davvero confusi….e non solo loro!
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Voto: +2
ciao sono Luca, sono in accordo con il progetto ma mi piacerebbe avere anche una lista delle scuole protette presenti a milano.
grazie
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Che gli psicofarmaci non possano essere la soluzione lo avevo già capito da tempo. Ma allo stesso tempo sto ancora cercando una risposta alla domanda che si può fare per risolvere o almeno controllare le difficoltà di un bambino iperattivo.
Il problema esiste ed è inutile negarlo dietro il riconoscimento di “diverse abilità”. Danno fastidio, disturbano, non accettano le regole, hanno difficoltà a stare in un gruppo; scout, campi scuola… chi se la prende la responsabilità? questa è quello che quotidianamente noi genitori viviamo, questo è il disagio che i nostri figli sentono. La società nella quale viviamo è così: o ti conformi o sei fuori! E non si fa la rivoluzione sulla pelle dei figli.
Scusate lo sfogo.
La diagnosi da un lato rende accettabile socialmente i comportamenti che vengono altrimenti ritenuti inequivocabili segnali di maleducazione, incomprensibile aggressività fino alla cattiveria. “Si comporta così ma non lo fa apposta… è iperattivo!” altrimenti sarebbe “Questo bambino è impossibile da gestire, è maleducato, dovete essere più fermi e intransigenti nell’educazione, lo dovete castigare!”.
Dall’altro si corre il rischio di stigmatizzare e farli sentire ancora più diversi.
Ogni psicologo che viene interpellato dice la sua: è meglio la terapia cognitivo-comportamentale perchè il problema è esclusivamente comportamentale, macchè meglio la psicoanalisi perchè il problema è del profondo…
Alla luce di ciò la domanda è la seguente: ci sono alternative efficaci per combattere l’uso indiscriminato, e disperato aggiungo, del farmaco? quali e con quali risultati? L’aiuto alle famiglie non può rimanere solo a livello di chiacchere, vi prego dateci gli strumenti. Grazie.
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Voto: -2
ho letto la domanda di Pina e, come immaginavo, non è stata data alcuna soluzione “pratica” e “risolutiva” ad un problema che sta devastando le scuole in Italia, un paese civile dove acora oggi si vive in un clima di disinformazione e si ci approccia con un timore ignorante a problematiche sulle quali, per il bene dei bambini e dei ragazzi urgerebbero azioni adeguate, legali, efficaci e tempestive.
Si ostacolano però iniziative volte in tal senso senza, per l’appunto, dare alternative valide.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha deciso di taglire i sostegni ai casi l° dove nn è certificata una grave compromissione fisica e mentale, lasciandosi quindi alle spalle bambini e ragazzi con disturbi mentali lievi o dell’apprendimento (dislessia, adhd).
vi sono scuole impegnate in progetti “di vita” che vogliono accompagnare anche i ragazzi in età aolescenziale a concludere un percorso scolastico - educativo “inclusivo” che li porti alla realizzazione di successi scolastici e lavorativi.
in questo rientrano anche corsi di studio sull’I.C.F. Classificazione internazionale del funzionamento, della salute e della disabilità”.
ci si auspica che durante questo studio emergano le problematiche sopra citate che se lette con attenzione aprono una ipotetica finestra sul possibile futuro deigli alunni “mediamente disagiati” inserendoli con un’elevata percentuale di probabilità, in un contesto di disagio relazionale-familiare, sociale,scolastico e lavorativo.
allo stesso modo si abbandonano gli insegnati i quali, pur dimostrando professionalità e buona volontà si scontrano quotidianamente con gravissimi episodi la cui gestione è quasi impossibile in quanto richiederebbe, per essere efficace, una prevenzione delgli stessi tramite risorse che attualmente “NON CI SONO E NN SI PREVEDE VENGANO DATE PER IL FUTURO” alla luce di queste ultime informazioni.
questi insegnanti, senza alcuno strumento di supporto, arrivano in breve alla demotivazione e al burnout… che ricaduta pensate possa esservi in un contesto classe?
il passaggio successivo e inevitabile è quello di far ricadere le colpe del disagio sulle famiglie… si entra a questo punto in una spirale che trascina tutti gli attori in un baratro senza fine.
chi aiuta i protagonosti di queste “storie tese”? aspetto con ansia risposte illunminate, publiche e oneste.
Manuela G. un’insegnante e mamma di un ragazzo adhd.
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Buonasera,
mi chiamo Laila Papi e ho una bambina di 6 anni che frequenta il primo anno della scuola primaria. L’insegnante di italiano sta bombardando il diario di mia figlia, adducendo che la bambina è molto distratta: non disturba l’attività della classe, ma, se interrogata, non risponde ai quesiti della maestra. Nonostante tutto mia figlia esegue i compiti a casa in autonomia. Io la aiuto solo dietro sua richiesta e, in verità , raramente.
Secondo voi mi devo preoccupare e devo rivolgermi ad uno specialista?
Grazie per la disponibilitÃ
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mio figlio è iperattivo, è seguito da specialisti, ho molta paura che non sarà all’altezza non voglio usare farmaci ma come posso aiutarmi nei momenti di sconforto?
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L’ordine degli psicologi ha previsto un modo per evitare nel futuro che sedicenti “psicologi” entrino nelle nostre scuole?
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Buongiorno,Vi scrivo perchè mi sono davvero sentita sola quando ieri un genitore a scuola(sono un’insegnante di scuola media superiore)’ mi ha aggredita verbalmente in presenza di altri genitori in attesa di essere ricevuti.Premesso che mai questo signore si era fatto vedere a scuola neppure ai ricevimenti individuali nonostante fosse stato più volte da me invitato a farlo e premesso che è arrivato convinto di avere due santi per figli, ha pensato di dare per scontato quanto questi gli avevano riportato.Il peggio è avvenuto quando sentendomi poco bene(stavo già male sin dal mattino),gli ho chiesto di attendere un minuto poichè avevo bisogno di uscire e questi,ha continuato a dire usando “certi toni” che allora me ne sarei dovuta stare a casa aggiungendo (questo mi è stato riportato dai bidelli e altri genitori successivamente)”chiamate la neuro”!!!!!!!!
rientrata dopo essermi ripresa abbiamo continuato la discussione che si è conclusa con un da parte sua:”allora bisogna sentire entrambe le campane”riconoscendo che i figli proprio santi non erano,ma senza accennare neppure lontanamente a delle scuse Mi ha mortificata come persona e come insegnante, senza conoscermi e senza avere idea di niente.A questo punto io pretendo che ci siano pubbliche scuse altrimenti faccio partire la denuncia.Stamattina chiamo il mio dirigente scolastico, ma intanto posso chiedere a Voi cosa posso fare?Quel che più è triste è che ho dato l’anima per questa scuola e per i ragazzi!Possiamo venire trattati in questo modo e non poter fare niente?Oramai siamo bersaglio facile per tutti e gli stipendi che ci vengono corrisposti non ci permettono nemmeno di pagarci un avvocato!Davvero Grazie!Elisa
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Voto: +4
Sono una mamma sola, il padre di mio figlio Ã?¨ deceduto due anni fa. Alla scuola primaria ho fatto uno degli errori piÃ?¹ grandi della mia vita, segnalare alla AUSL il caso e accettare la maestra di sostegno! E’ stato un inutile costo aggiuntivo per lo Stato! Ora che frequenta il primo anno della scuola secondaria di primo grado i problemi di comportamento si ripresentano in modo “reiterante”, Ã?¨ arrivata la sospensione che non ha fatto altro che acuire i rapporti tra suola e ragazzo-alunno.Le sanzioni disciplinari non sono efficaci per tutti. Come genitore avrei potuto verbalizzare e sanzionare almeno un paio di docenti…Il Ministero anzichÃ?¨ istituire corsi di recupero pomeridiani, avrebbe potuto affiancare i docenti con personale qualificato durante le ore di lezione, in compresenza! Esiste comunque uno sportello d’ascolto per i ragazzi perchÃ?¨ la scuola ha aderito ad un progetto con psicologi e pedagogisti ma non tutti i ragazzi si recano dagli esperti al di fuori dell’orario scolastico, meglio una partita a calcio! Capisco i docenti, le loro difficoltÃ? ad approcciare i ragazzi e allo stesso tempo comprendo i giovani adolescenti con le difficoltÃ? ; il proccesso di crescita Ã?¨ un’ardua impresa. Avrei un sogno: quello di una scuola meno classista e piÃ?¹ dinamica. I tempi sono cambiati e anche il corpo docente si deve adeguare. Durante i due mesi di vacanza estivi dovrebbero essere obbligati ad erudirsi ed aggiornarsi. Vengo spesso accusata di essere una madre iper-protettiva, forse anche maleducata ed arrogante ecc..ecc..ma mi viene spontaneo cari Prof perchÃ?¨ lui ha sofferto durante la sua infanzia e la chimica non Ã?¨ la soluzione giusta. Proviamo tutti ad usare la diligenza del buon padre di famiglia, a svolgere le nostre mansioni con amore e consapevolezza, a non etichettare, a non farci pregiudizi e ad agire sinergicamente tutti insieme: scuola, famiglia e ragazzi.Mio figlio non Ã?¨ diverso ha semplicemente bisogno di amore dato che perdere un padre a dieci anni non Ã?¨ cosa da poco, la sua pagella fiocca di ottimo e distinto, soffre di un complesso persecutorio atroce, senso di autostima zero…io cerco di fare del mio meglio ma i miei sforzi risultano vani se l’istituzione no fa alrettanto.
Grazie per avermi ascoltata.
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Carissimi è un po’ di mesi che seguo la vostra iniziativa, mi interessa soprattutto la parte propositiva ed educativa. Sto facendo una tesi sulla resilienza, ma non ho mai lavorato sui problemi ADHD, mentre su iperattività sì (come educatrice extrascolastica). Mi piacerebbe legare le 2 cose ma non avendo esperienza diretta su campo non posso al momento pensare nessun percorso, non avete nessun contatto che ha lavorato in questo senso? Chiara
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sono la mamma di un bambino di 7 anni e mezzo probabilmente iperattivo. Il suo rendimento scolastico �¨ talmente calato che le insegnanti pensano di non promuoverlo alle 3 elementare.
Sar� opportuno fargli ripetere la 2 classe o anche con questa scelta non si risolve nulla??
grazie
roberta, mamma
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Vorrei avere degli indirizzi di medici che curano ‘iperattività non facendo uso del ritalin o di altre sostanze che utilizzano lo stesso principio attivo, specifico medici che si trovano a Messina e provincia grazie.
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Sono Rina, zia di un bimbo di sei anni che sembra presentare difficoltà legate alla concentrazione e ad una certa iperattività. Desiderei avere, se possibile, l’indicazione di centri specializzati nel diagnosticare questo tipo di disturbi. Grazie
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Buongiorno a voi avrei bisogno di un consiglio:mio figlio frequenta la prima elementare. Abbiamo un problema con un maestro il quale, severità a parte insulta i nostri figli, gli urla nelle orecchie, disprezza apertamente i loro lavori con frasi: “questo compito mi fà vomitare”, li strattona, li spinge: uno di loro è anche caduto, facendosi male. Ieri ci sono stati i primi colloqui: qualcuno ha affrontato il problema in maniera diretta, ma lui ha negato, supportato anche dall’altra maestra, che comunque durante tali affermazioni ha abbassato gli occhi. Anche se mio figlio è stato rimproverato e sgridato all’inizio dell’anno scolastico ed il problema sembrerebbe non toccarlo, io credo che occorra affrontare tale situazione. Un episodio fà riflettere. Quindici gg dopo l’inizio della scuola parecchi bimbi, dopo la lezione di educazione fisica si sono messi a piangere rifiutandosi di salire in classe perchè c’era il maestro. Alcuni bimbi e bambine vomitano e questo a mio avviso è un segnale di disagio. Volevamo, terminati colloqui, chiedere un incontro dei genitori con il mestro ed eventualmente la Preside, voi che ci consigliate?
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esiste una legge riguardo al divieto di somministrare farmaci agli alunni da parte del personale scolastico o da parte degli educatori che effettuano il servizio di assistenza scolastica per disabili per conto dei comuni??oppure se un bambino segue una terapia e deve prendere, ad esempio un antiepilettico, in orario scolastico tutti i giorni i docenti o educatori sono costretti a somministrarglielo?
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Per correttezza e trasparenza di questo sito che si proclama dalla parte del bambino oltre alle dichiarazioni della Prof.ssa Pellegrino sarebbe stato opportuno pubblicare anche la risposta dell’AID, tantopiù che viene ampiamente citata.
Ma come sempre quando si vuol far vedere un solo lato della medaglia…
Non molto cordialmente. Donatella
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sono la mamma di una bimba di quasi 1O anni alla quale hanno diagnosticato (asl neuropsichiatria infantile)disturbi di apprendimento quindi discalculia, disortografia e disgafia. io nono sono convinta se presentare questa valutazione alle insegnanti perchè non credo sia la soluzione alla lentezza di mia figlia che per altro è una bambina molto intelligente. ho fatto un lavoro di riscrittura con un insegnante che ritiene questi test “pazzeschi” e che ritiene che la scuola debba andare un pò più lenta. la situazione è migliorata e le maestre lo hanno notato, ma mi hanno detto che loro non possono andare più lente solo per lei! cosa posso pare? sono molto indecisa e vorrei il meglio per mia figlia. grazie una mamma un pò preoccupata
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